Zero K, DeLillo e il Molise come luogo dell’anima

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È uscito ieri Zero K, il nuovo romanzo di Don DeLillo. Le recensioni e le sinossi ci dicono che è un libro para-fantascientifico sul desiderio di dominare la morte attraverso la crioconservazione umana. A guardarlo più attentamente, più da vicino, si scopre che in realtà questo breve romanzo (170 cartelle in inglese) è un libro che parla delle parole. Della genesi delle parole, del dare nomi alle cose e alle persone, dell’importanza e dell’impossibilità di definire; parla della genesi e dell’evoluzione del linguaggio, di tutti i linguaggi.

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Le vite di Lucia Berlin

5-2

Ieri mi è arrivato il pacco con le mie copie di spettanza di La donna che scriveva racconti* di Lucia Berlin, edito da Bollati Boringhieri. Non l’ho aperto. Mi spaventa un po’ vederlo stampato. Provo un leggero fastidio a rileggere la mia traduzione nei racconti o negli stralci pubblicati in questi giorni online e sui giornali. Ho fatto questo board su Pinterest e in più di un caso, mentre ricopiavo gli incipit dei 43 racconti, mi sono chiesta con sincero sgomento: ma perché hai tradotto così?

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Lavorare stanchi

Pause at work: cat sleeping on keyboard

Traduttore in pausa – fonte: http://tinyurl.com/j6ze6vn

Questo post non ha ovviamente la pretesa di avere un respiro sociologico, ma prende spunto da me, dalle mie esperienze e dalle mie vacanze di Natale che, come  del resto da una decina d’anni a questa parte, sono state delle vacanze dedicate interamente al lavoro e quindi da schifo.
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I am on a lonely road and I am traveling

Lucia Berlin da piccola (immagine presa da http://tomraworth.com/luciaberlin.html)

Lucia Berlin da piccola
(immagine presa da http://tomraworth.com/luciaberlin.html)

Pensavo non mi sarebbe successo più. Ci è voluto un po’ di tempo, dieci anni circa, intervallati da qualche piccola oasi. Ma finalmente eccolo tornato: il piacere quotidiano di incontrarmi con il libro che sto traducendo.
Il libro si chiama A Manual For Cleaning Women; è una raccolta di racconti, alcuni molto brevi, di Lucia Berlin, un’autrice americana nata nel 1936 e morta undici anni fa. Il libro uscirà tra qualche mese per Bollati Boringhieri. Ed è bello, davvero bello.

Tradurre racconti mi piace molto più che tradurre romanzi. I racconti, quando sono riusciti, hanno un ritmo, una tensione che non li abbandona mai, cosa che raramente si può dire di un intero romanzo, anche se ben scritto.  Continua a leggere