Zero K, DeLillo e il Molise come luogo dell’anima

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È uscito ieri Zero K, il nuovo romanzo di Don DeLillo. Le recensioni e le sinossi ci dicono che è un libro para-fantascientifico sul desiderio di dominare la morte attraverso la crioconservazione umana. A guardarlo più attentamente, più da vicino, si scopre che in realtà questo breve romanzo (170 cartelle in inglese) è un libro che parla delle parole. Della genesi delle parole, del dare nomi alle cose e alle persone, dell’importanza e dell’impossibilità di definire; parla della genesi e dell’evoluzione del linguaggio, di tutti i linguaggi.

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Gli occhi degli altri

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Martin Amis da molto giovane

Questo articolo comparso qualche giorno fa sul Fatto Quotidiano passa in rassegna alcuni titoli e autori tradotti in italiano con un ritardo di decenni e si interroga sui possibili motivi di queste pubblicazioni differite. La mia ignoranza in fatto di strategie e marketing editoriale mi impone di tacere su questo punto. Timidamente, mentre traducevo L’invasione degli Space Invaders di Martin Amis, mi chiedevo se quella operazione avesse senso culturalmente e commercialmente.
Non mi sono posta queste domande traducendo Il primo romanzo di Martin Amis, pubblicato da Einaudi qualche giorno fa come Il dossier Rachel, dopo ben 42 anni dalla sua pubblicazione in inglese. Continua a leggere